Lettera aperta

Ai docenti di discipline archivistiche

 Ai docenti di discipline storiche

 Agli archivisti interni alle imprese

 Agli storici

 Ad Associazioni ed enti no profit

 Ai dirigenti della pubblica amministrazione culturale

 Ai conservatori accreditati

 Ai digitalizzatori

 Ai dematerializzatori

 Loro sedi

Eminenti destinatari, Voi tutti che avete a cuore le sorti della materia documentale in generale e della disciplina archivistica in particolare.

Siamo a chiederVi, nel raggiungimento degli obiettivi professionali come nel quotidiano esercizio di attività, di considerare con massima cura che l’attuale generazione di professionisti del documento vive un’epoca successiva a quella che Voi stessi ricordate.

Ad oggi il dibattito sull’archivistica ‘ancilla historiae’ si è ampiamente concluso.

Non solo le professioni dello storico e dell’archivista sono affatto distinte; soprattutto, ad oggi, il trinomio committente-archivista-storico si è evoluto in un rapporto committente-archivista-committente, in cui il fine ultimo non è limitato alla produzione di fonti ma più in generale alla produzione di vantaggio reciproco.

Diventa dunque cruciale per il futuro nostro, vostro, e dell’intero settore la collaborazione di ognuno e di tutti: non basta più concentrarsi solo sul tenere aperto un archivio, occorre sostenere quanto più possibile la produzione di lavoro archivistico. Non più solo dunque valorizzare il contenuto, il contenitore, il prodotto d’archivio; quanto anche l’archivista stesso, il suo servizio, il suo lavoro. Perché quelli che un giorno chiamavate precari ora sono, spesso, liberi professionisti, rappresentano un’eccellenza del mercato e, in prospettiva, il futuro della professione.

Archivisti strutturati: sappiamo di sottolineare il già noto, ma è vitale che le Vostre attività tematiche si orientino quanto più possibile su focus, dettagli ed approfondimenti che riguardino non solo i contenuti del Vostro archivio, ma anche la funzione cruciale della scienza documentale in sé, educhino alla cura dell’informazione e sottolineino i benefici della prestazione archivistica, anche al di fuori di una ridotta visione beneculturalista.

Docenti di discipline storiche: abbiate cura di promuovere anche, e soprattutto, l’impresa dell’archivista. Anzitutto secondo il principio del valore del lavoro in modo che, ad esempio, non si affidino prestazioni di riordino e descrizione degli archivi agli stessi studenti, a rimborso spesa, incaricati di studiarne le carte. 

Lo storico non è un archivista.

Soggetti no profit che perseguite la valorizzazione del Patrimonio culturale: ricordate che le attività di censimento, ordinamento e descrizione non costituiscono un’attività preliminare alla valorizzazione ma un’azione archivistica che necessita, che merita, un intervento e una figura caratterizzati da professionalità specifica.

Ai promotori più alti dell’archivistica che si muovono anche al di fuori del Ministero dei Beni Culturali, soggetti di titolo pubblico o privato, enti o associazioni, la cui voce pesa sugli orientamenti generali d’opinione: promuovete quanto più possibile l’improrogabilità della progettazione degli archivi correnti, di deposito e storici venturi. Tra i valori archivistici c’è, infatti, la capacità di indirizzo strutturale, la primaria funzione di conservazione: anche le organizzazioni che non si curano di heritage, comprendono l’abbattimento di tempi e costi di conservazione che la corretta prassi archivistica garantisce sull’intera filiera documentale. E non si tratta tanto di singoli GDPR o azioni a spot sul trattamento dei dati, quanto di interventi di progettazione eminentemente archivistici nei quali non siamo secondi a nessuno.

Conservatori, digitalizzatori, dematerializzatori, anche in outsourcing, che abbiano a cuore la corretta esecuzione del lavoro e la competitività della propria impresa: immaginate quanto appeal aggiunga alla Vostra offerta la consulenza di un archivista professionista, che funga da mediatore tra le stratificazioni complesse degli archivi cartacei e le necessità sequenziali dei sistemi di acquisizione. Pensate cosa significhi per un cliente sapere che la Vostra impresa può affidare ad un professionista dei maceri la responsabilità di eliminare anche depositi remoti mantenuti a costi fissi solo perché i documenti non hanno più nome o proprietario, magari a causa di variazioni istituzionali: assumerci quella responsabilità è esattamente il nostro lavoro. Collaboriamo.

Con i migliori ringraziamenti, e pienamente disponibile ad ogni confronto,

Per gli ArchIM, la Presidente

Sara Vian

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