ArchIM al Tavolo permanente per i lavoratori della cultura

Il 2 marzo 2021 ArchIM ha partecipato alla prima riunione per la costituzione del Tavolo permanente per i lavoratori degli istituti e nei luoghi della cultura, organizzata dalla Direzione Generale Musei, assieme a molte associazioni del comparto culturale.

Tramite il nostro Raffaele Di Costanzo abbiamo sottolineato un principio che è ancora cruciale rimarcare nel panorama delle professioni culturali: non esistono serie A e serie B. Nell’ottica di approccio globale che ha portato alla realizzazione del nuovo Ministero della Cultura troviamo incongruo e non ricevibile il venire ancora esclusi come archivisti dai pacchetti di sostegno riservati ad altre categorie all’interno dello stesso settore. Abbiamo chiesto pertanto anzitutto l’allineamento degli strumenti di sussidio e promozione a TUTTI gli operatori che ricadono nelle sue competenze.

Superare la discriminazione tra Spettacolo e “non Spettacolo” sia il primo chiaro segno della comprensività del concetto di Cultura che viene portato avanti dalla Pubblica Comunicazione. E’ stata sottolineata la necessità, nelle more del nuovo Concorso già annunciato, di dare la possibilità agli Istituti periferici del Ministero dove esistono emergenze straordinarie di personale come Archivi di Stato e Soprintendenze archivistiche e bibliografiche, di poter stipulare contratti biennali con professionisti qualificati per l’affiancamento nello svolgimento delle attività, finché non arriveranno i vincitori delle prove concorsuali. Per tutto il periodo di emergenza pandemica, al Ministero si è chiesto anche maggiore coraggio nel non tagliare la spesa per le attività non svolte, ma a riqualificarla prevedendo un piano straordinario di catalogazione e inventariazione di beni culturali per salvaguardare le esigenze della piena occupazione, ma anche in relazione al progressivo investimento nelle attività di digitalizzazione che, nel settore culturale, richiede necessariamente apparati descrittivi strutturati e standardizzati. Nonostante la pandemia, gli operatori possono lavorare in depositi e altri ambienti lontano dal pubblico, potendo ovviare, in tal modo, alla crisi del momento storico. 

Si è sostenuta la necessità di un confronto operativo anche sul tema delle imprese culturali che riguarda anche gli archivi e le biblioteche e si è chiesto di partecipare al Tavolo dedicato a questa materia. 

Si è chiesto, inoltre, di convocare il Tavolo permanente per condividere scelte strategiche sul Recovery fund ma anche sulla prossima programmazione del PON e del Fondo di Sviluppo e Coesione. Anche su queste materie gli operatori del settore possono offrire un contributo conoscitivo che potrebbe essere molto utile per gli indirizzi strategici del comparto a livello nazionale. 

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