#ArchimInVisita 2 – Archivio storico Eni

Il secondo evento di formazione di ArchimInVisita si è svolto lo scorso 6 dicembre, presso “Villa Montecucco” a Castel Gandolfo, sede dell’archivio storico Eni. La sede è una storica residenza che si affaccia sul suggestivo lago di Albano. Entrati nell’atrio, dopo un piccolo corridoio, si accede in una sala con enormi schermi interattivi 3D multimediali alle pareti, desk multi-touch e spazi vetrina per la consultazione dei documenti.

Successivamente siamo stati accolti dalla dott.ssa Lucia Nardi che ci ha introdotto nella seconda sala, dove ci era stato allestito un tavolo con i documenti della storia dell’Eni: registri, fotografie, album fotografici, documenti relativi a Mattei e allo storico marchio, il famoso Cane a sei zampe. Nelle librerie della sala sono conservati volumi di geologia, la storica rivista dell’Eni “Il gatto selvatico”, il gioco da tavola “Metanopoli” e alcuni materiali delle esplorazioni.

Villa Montecucco, oltre ad accogliere studiosi e ricercatori, è anche la sede di rappresentanza. La funzione dell’allestimento è stata da subito molto chiara: l’archivio storico qui è un biglietto da visita, chi visita le stanze entra direttamente in contatto con il cuore della storia dell’Azienda. Questo è il modo scelto per comunicare le competenze apprese e sviluppate nel tempo e i rapporti di collaborazione con i paesi meta delle esplorazioni. L’archivio storico, quindi, rientra nell’Area della Comunicazione e strizza l’occhio a molti altri temi che lo riguardano in modo trasversale: le memorie e le foto dei dipendenti; le foto delle esplorazioni in Iran, in Africa ecc.. relative al contesto, riguardanti gli usi e i costumi di quei popoli; importanti anche per la storia paesaggio. Scoviamo anche un forte collegamento con il cinema (sopra a tutti il documentario “La via del petrolio”, di Bernardo Bertolucci), con il teatro e con l’arte.

La visita è proseguita con l’accesso ai locali. La dott.ssa Sara Vian ci ha guidato tra gli scaffali compatti e le cassettiere che conservano gli importantissimi disegni tecnici. Ovunque sono presenti i sistemi di monitoraggio per la temperatura e l’umidità, necessari per la conservazione di tutti i documenti e, in particolar modo, per la conservazione degli audiovisivi e delle fotografie. La necessità di trovare soluzioni archivistiche ragionate in prospettiva, ha portato ad effettuare modifiche strutturali che avranno sicure ripercussioni positive sulla gestione e sulla futura conservazione della documentazione.

Successivamente abbiamo visionato le slide preparate per l’evento che ci hanno permesso di riflettere insieme sul ruolo strategico che riviste la figura dell’archivista nella mediazione tra l’ente produttore e l’ente conservatore, soprattutto in vista di una digitalizzazione, migliorando la qualità e contenendo i costi. Sono stati presentati casi pratici, la cui problematica riguarda il carattere poligenetico dell’archivio Eni, dove la professionalità dell’archivista ha permesso di evitare l’interruzione dei lavori e le gravi conseguenze economiche.

Il metodo archivistico, che rimane metodo di base ed efficace, necessario per ristabilire ordine e logica, corrobora ancora una volta la consapevolezza di essere necessari.

Il nostro lavoro è necessario e, da questo assunto, possono generarsi nuove capacità competitive.

Questa è l’anima di ArchimInVisita: raccogliamo esperienze e seminiamo creatività da professionisti!

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